Turno infrasettimanale di campionato in serie C, il venticinquesimo, e anche stavolta c'è chi sale e c'è chi scende. La copertina è tutta per Riccardo Maniero, il bomber voluto costi quel che costi da Braglia per fare grande l'Avellino. Il suo centro, il settimo stagionale, richiama alla mente il genio creativo di tanti big che hanno compiuto prodezze simili. Più voluto, più cercato rispetto alla pennellata beffarda di Silvestri contro il Palermo. Per i tifosi biancoverdi, e per qualsiasi spettatore neutrale, è una carezza della sera. Per il giovanissimo portiere del Foggia, Davide Di Stasio, è uno schiaffo in pieno volto. Numero uno per un giorno, in virtù della squalifica di Fumagalli, l'estremo difensore di Venosa è incappato in una serata da dimenticare causando - non per colpe esclusive, ci mancherebbe - almeno due dei quattro gol presi al Partenio-Lombardi. Maldestra la smanacciata sul lob di Maniero e molle la presa sulla conclusione potente, ma centrale, di De Francesco. Anche sul tris di Fella, la timidezza nell'uscita sulla punizione molto tagliata di Tito finisce per essergli controproducente. Parliamo tuttavia di un 2001, chiamato in causa di punto in bianco, che peraltro è rimasto quattro mesi ai box (ultima panchina proprio contro i lupi all'andata) dopo essere stato operato alla spalla sinistra per ridurre una lussazione. E pensare che il primo round con Maniero lo aveva vinto lui, allungando una manina provvidenziale su un pallone destinato a rete. E poi ci sono pure un paio di interventi su D'Angelo e Aloi. Quindi, prudenza prima di emanare bocciature affrettate. Per Maniero guai a parlare di risurrezione. Il suo impeto non era mai morto. Quello che serve all'attaccante napoletano è solo una maggiore continuità da un punto di vista realizzativo. E' questo soprattutto il new deal a cui facevamo riferimento la scorsa settimana.     

E domenica al Pinto (ore 20.30) c'è il derby dell'amicizia con la Casertana. Un appuntamento che già da solo suscita romanticismi e voglia di partecipazione, anche se dall'esterno. Se poi ad incrociare i tacchetti sono due squadre in perfetta salute, motivate e finalmente ritrovate nel loro perimetro strutturale (entrambe hanno patito infortuni e disagi), allora lo spettacolo è assicurato. Avventurarsi in un pronostico è ugualmente problematico, per quanto la Casertana arrivi a questa sfida con una inerzia psicologica diversa, forse più stuzzicante. Il motivo è presto spiegato: l'Avellino sa di poter ambire al secondo posto, ma è anche consapevole che fino alla chiusura della regular season ogni partita può essere una finale, col Bari alle calcagna e capace di vincere qualche match anche fortunosamente come è capitato col Monopoli. I falchi in questo senso non hanno nulla da perdere, stanno già blindando i play-off (malgrado gli obiettivi di partenza fossero diversi, come ha ricordato Guidi) e, al netto del posticipo di Terni, subiscono sempre poco, tanto da aver preso appena due gol in sei partite, di cui uno su rigore a Pagani. E poi certo, due sono anche le reti incassate dall'Avellino nelle ultime otto gare. Numeri pregevoli da ambo i lati. Ci sarà da divertirsi.   

Abbiamo scritto nel titolo che i tifosi si dividono su Campilongo. In realtà non ci riferiamo alla fiducia, quasi unanime, di cui il trainer napoletano gode a giusta ragione nell'ambiente e tra i sostenitori blufoncè. Ma alle polemiche che, con gli animi ancora bollenti per la sconfitta con la Juve Stabia, sono scaturite tra chi aveva visto la gara e non riusciva a digerire la delusione. Nel mirino, i cambi operati nel secondo tempo, soprattutto quello di Calderini con De Marco che ha ridisegnato la squadra sul 3-5-2 offrendole maggiore copertura. Nel dibattito social post gara, molti hanno addebitato a questa mossa lo scivolone della Cavese, prima ancora che al cambio - tatticamente conservativo - tra un esausto Gerardi e Montaperto. E' evidente come non ci sia una controprova a conforto di questa tesi, soprattutto per due ragioni specifiche: la prima è che la squadra di Padalino aveva iniziato ad alzarsi e prendere possesso del centrocampo metelliano già in avvio di ripresa. La seconda è che i  blufoncè sono riusciti tutto sommato a rintuzzare disciplinatamente gli assalti gialloblù, prendendo gol solo su una palla inattiva in cui, più che i numeri, conta la qualità e l'attenzione nelle marcature. Una dinamica, peraltro, molto simile ad un'altra provata nel corso del secondo tempo, con la torre pescata sul primo palo sugli sviluppi di un corner. In definitiva, la Juve Stabia ha raccolto a Cava due punti supplementari che, magari, avrebbe meritato di più in altre circostanze. Come è vero che la stessa Cavese è piaciuta di più nelle ultime due uscite infruttuose piuttosto che nel derby vinto con la Paganese.   

Proprio gli azzurrostellati continuano a cavalcare il loro momento positivo e dismettono anche le amnesie da trasferta. Della gara di Francavilla abbiamo raccontato in maniera approfondita: finalmente con Di Napoli si vede una squadra sempre corta, capace di coprire bene gli spazi e di proporsi con audacia senza perdere gli equilibri. Si corre meglio e si perdono meno energie. Ma guai a sottovalutare la Turris, che torna al Marcello Torre 34 anni dopo quell'infausto campionato di  C2 vide gli azzurrostellati retrocedere in D. Quel derby finì a reti inviolate e anche domani si prospetta una gara tirata, quasi ansiogena. La posta in palio è troppo importante per tutte e due, per motivi diversi. Già nel post Francavilla, Di Napoli si è messo al lavoro per pianificare le strategie da opporre ai corallini, studiando gli ultimi due match con Monopoli e Palermo. Riproporrà la sottopunta - con due attaccanti a sostegno - che ha messo in difficoltà il 3-4-1-2 della Virtus (stesso sistema adottato da Fabiano) o sarà la Turris a resettare tutto in virtù della squalifica di Rainone? Chissà. Sta di fatto che, contro il Palermo, i corallini sono apparsi paurosamente mollicci sulle palle alte. Una timidezza che in verità ha causato un'infinità di rischi oltre a determinare la sconfitta per mano di Lucca. Anche questa potrebbe essere una chiave di lettura da tenere presente in casa azzurrostellata.       

Sezione: Editoriale / Data: Sab 20 febbraio 2021 alle 11:00
Autore: Stefano Sica
Vedi letture
Print