Con una prestazione tutta cuore e grinta i Lupi strappano un punto d'oro alla super corazzata Venezia. E' un pareggio davvero sofferto per i ragazzi di Biancolino, che hanno saputo sopperire all'enorme superiorità tecnica di avversari degni di ben figurare in serie A, con non comune spirito di sacrificio, enorme generosità e coraggio. Diciamolo subito: il Venezia probabilmente avrebbe meritato l'intera posta in palio perché stato sfortunato per i due legni colpiti, e soprattutto perché ha trovato sulla sua strada un gigantesco Daffara che almeno in tre occasioni ha letteralmente tolto la palla dalla propria rete, con interventi miracolosi davvero salva risultato.
Dopo lo splendido blitz del Druso, dal quale i Lupi sono tornati a casa con tre punti importantissimi, l'Avellino era chiamato ad affrontare una delle più serie candidate alla promozione, non solo perchè parliamo di una retrocessa dalla massima serie, ma anche perché la formazione di Giovanni Stroppa è piena di calciatori decisamente di qualità superiore a questa Cadetteria. E la gara non ha minimamente smentito i temi tecnico-tattici che ci si attendevano da questo confronto.
L'Avellino si è calata nella sfida con grande abnegazione e spirito battagliero. L'approccio dei Lupi è stato esattamente consono ad un match quasi proibitivo. Biancolino ha opposto agli uomini di Stroppa una difesa arcigna con una linea arretrata a quattro, dietro ad un centrocampo forte di un quartetto composto da Palmiero, Sounas, Kumi e Palumbo. Davanti a fare da "guastatori" gli attaccanti Tutino e Biasci. In pratica, Biancolino ha cercato di dare maggiore spessore al non possesso, ricorrendo a due seconde punte, senza il supporto del trequartista, perché lo stesso Palumbo agiva più da mezzala per la doppia fase, che come vero e proprio trequartista.
Ma la debordante forza del Venezia, ha ben presto preso possesso della metà campo avellinese, impedendo di fatto alla manovra biancoverde di non poter neppure tentare di esprimersi. Il canovaccio tattico dell'intero match è stato assolutamente monocorde: Venezia in fase di spinta con tutti i propri uomini, anche quelli normalmente deputati a stazionare nella propria metà campo, e Avellino umilmente e generosamente raccolta nella propria trequarti, tentando , purtroppo, invano di poter dispiegare qualche timido contropiede, quella rara volta che i Lagunari perdevano palla. Tutto il primo tempo è stato un assalto alla porta difesa da Daffara, che si è esibito in un paio di interventi davvero efficaci. E laddove il portiere ex Juve N.G. non è riuscito ad arrivare, ci ha pensato la fortuna a dare una mano ai Lupi, perché per ben due volte i pali hanno detto di no ai Veneti.
E come spesso accade nel calcio, quando meno la si aspetta interviene la "dura legge del gol", che premia la squadra più cinica, che sa trasformare una micidiale ripartenza in un vantaggio insperato: al minuto 41 grande azione sulla trequarti sinistra di Sounas che ha messo uno spiovente fantastico sul secondo palo della porta difesa dal Venezia, tiro al volo dell'accorrente Missori e gol capolavoro dell'esterno basso avellinese. Gol dei Lupi certamente inatteso ma esplosione di gioia del pubblico di fede biancoverde. Le squadre vanno all'intervallo con i Lupi in festa ed i Veneti a capo chino per un risultato decisamente bugiardo.
Alla ripresa delle ostilità, il Venezia si fa sempre più insidioso con attacchi via via sempre più veementi. Al 51' arriva il meritato gol del pareggio veneto con un tiro da fuori di capitan Svoboda, che non lascia scampo all'incolpevole Daffara. Gli ospiti, ringalluziti dal ritrovato pareggio, spingono ancor di più sull'acceleratore, con l'Avellino, attento ed ordinato che costruisce trincee negli ultimi 25 metri. a protezione dell'ottimo Daffara. L'Avellino, intorno al 70' protesta in maniera veemente per un tocco di braccio di un difensore lagunare nella propria area di rigore, ma il VAR non decide di intervenire, ed il pari non si sblocca. Nel finale il forcing dei Veneti produce altri seri rischi per Daffara, che compie due autentici miracoli togliendo letteralmente la palla dalla linea della porta. Si arriva cosi al giallo proprio allo spirare dei quattro minuti di recupero, con il Venezia che va in gol, ma il Var questa volta interviene ed invita l'arbitro a rivedere un fallo commesso dai Veneziani. Il direttore di gara, dopo avere consultato il monitor, decide di non convalidare la rete, ed il match si chiude senza nè vinti nè vincitori.
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