Prestazione assolutamente vergognosa dei Biancoverdi in casa contro il Pescara, fanalino di coda. Una partita letteralmente non giocata quella dell'Avellino, al cospetto del modesto Pescara.

Al Partenio-Lombardi è andata in scena una farsa, con i calciatori dell'Avellino che hanno restituito una prestazione agonisticamente e tecnicamente insufficiente (per usare un eufemismo). Per larghi tratti della sfida al derelitto Pescara, i ragazzi in maglia biancoverde hanno dato netta la sensazione che giocassero con una foga pari allo zero, senza verve e senza dinamismo. In molti, tra giornalisti e tifosi presenti allo stadio hanno avuto pensato ad una sorta di ammutinamento dei calciatori nei confronti di mister Biancolino.

Francamente ci riesce oltremodo difficile commentare una gara surreale, con un solo protagonista in campo, il Pescara, che ha fatto il bello ed il cattivo tempo, senza il benché minimo "disturbo" da parte dei calciatori irpini. Praticamente quasi nulle le occasioni da gol create da Biasci e compagni. Viceversa, il Pescara, chiaramente interessato a portare via i tre punti, ha fatto di tutto per impensierire il portiere Daffara. Tuttavia, pur facendo tanto possesso palla ed imperversando quasi sempre la metà campo avellinese, gli Abruzzesi non sono mai riusciti ad essere particolarmente pericolosi.

Tutto faceva prevedere che il risultato ad occhiali fosse l'esito più attendibile. Invece, a cinque minuti dalla fine, un tiro sbilenco dalla parte destra del fronte d'attacco pescarese, destinato ad andare addirittura in fallo laterale dalla parte opposta, è stato intercettato da Brugman, che dal limite dell'area avellinese ha fatto partire il classico tiro della domenica che è andato ad insaccarsi all'incrocio dei pali, alla destra del portiere biancoverde. Cosi è arrivato addirittura il gol vittoria del Pescara, che non vinceva una partita da tempo immemore.

E' finita in maniera assolutamente ingloriosa una partita che avrebbe dovuto rappresentare il momento di rilancio dell'Avellino, e che invece è, praticamente, risultata esiziale per Biancolino. Il Pitone deve recitare il mea culpa per una gestione fallimentare dello spogliatoio (con tanti malumori e litigi) e soprattutto per le tante sconfitte. Solo nei mesi di gennaio e febbraio cinque battute di arresto su sei gare nel girone di ritorno. Questa sera, ci è sembrato che in qualche modo la squadra gli abbia "presentato il conto", con una prestazione talmente brutta da indurre la società biancoverde a pensare seriamente all'esonero di Biancolino.

Certo, manca l'ufficialità di una decisione che sembra essere già stata presa in queste ore dal presidente D'Agostino, ma l'avventura di Biancolino sulla panchina avellinese è giunta ormai al capolinea.

Ora si tratta di non fallire le prossime mosse da parte della dirigenza biancoverde, in primis la scelta del nuovo allenatore, che dovrà ricompattare in men che non si dica uno spogliatoio che rischia di esplodere.

D'Agostino faccia presto: la serie B è troppo importante per la piazza avellinese. Un'eventuale retrocessione rappresenterebbe una catastrofe sportiva, che i tifosi biancoverdi davvero non meriterebbero.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 00:00
Autore: Rino Scioscia
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