Alla fine i Lupi chiudono la temutissima gara contro la corazzata Palermo con tanta amarezza per un pari che sta strettissimo, per due punti persi tra errori arbitrali e miracoli del pipelet siciliano. E' stato un match ultra positivo quello disputato dall'Avellino, che ci ha messo cuore e grinta al cospetto di una seria candidata alla serie A. Per larghi tratti del match sembrava che l'Avellino si fosse trasformato in Palermo ed i Siciliani fossero diventati improvvisamente pavidi ed inconcludenti.
A differenza della gara giocata due settimane orsono contro i Lagunari di Stroppa (che misero letteralmente alle corde gli Irpini, senza, però, riuscire ad andare oltre il pareggio), i ragazzi di Biancolino hanno tirato fuori una prestazione da manuale con un centrocampo letteralmente sontuoso, che ha avuto in Sounas un condottiero inimitabile e in Palmiero un grande lottatore, con Besaggio a giocare di fino.
Nella zona nevralgica del campo gli Irpini hanno condotto le danze, agguantando una miriade di seconde palle, mettendo in chiarissima difficoltà la manovra lenta e confusionaria dei Siciliani. Il ritmo dei Rosanero, alquanto compassato, ha finito con il favorire l'ardore agonistico dei Lupi che arrivavano spesso e volentieri prima sulla palla. E ciò ha determinato e condizionato il gioco della corazzata Palermo, che raramente è arrivata agli ultimi venti metri avellinesi.
Il meritatissimo vantaggio dei Lupi è arrivato al 39', grazie al gol sottomisura di Biasci, a conclusione di una splendida azione corale sul versante destro dell'attacco biancoverde, avviata da Sounas, rifinita da Missori e finalizzata dall'attaccante ex Catanzaro. E così, come avvenne per il match contro il Venezia, i Biancoverdi sono andati al riposo con la consapevolezza di potercela fare a strappare una vittoria che avrebbe avuto del miracoloso, ove si pensi alle premesse della vigilia, che vedevano l'Avellino come vittima sacrificale.
Nella ripresa ci si attendeva il ritorno imperioso del Palermo, invece il canovaccio tattico non è mutato, perchè era l'Avellino a continuare a menare le danze. Al 49' l'Avellino avrebbe potuto addirittura chiudere il match, se Tutino, involatosi tutto solo dinanzi al portiere siciliano, non avesse fallito la più classica delle occasioni in contropiede. Quel gol mancato dall'attaccante napoletano peserà come un macigno sull'economia del match, perché i Rosanero, scampato il pericolo, hanno ridato fiato alle proprie trombe, portandosi con maggiore continuità nella metà campo avellinese. Ma la retroguardia biancoverde teneva botta e rintuzzava tutti i tentativi degli ospiti. Fino a metà della ripresa, però.
Al 69', una smanacciata da parte di Daffara andava a finire sul piede sinistro di Ranocchia che dal limite dell'area faceva partire un sinistro che si insaccava sotto la traversa. Pareggio assolutamente immeritato da parte del Palermo, che arrivava al gol nell'unica vera occasione pericolosa fino ad allora. Ma il peggio per i Lupi doveva ancora arrivare perchè dieci minuti dopo, i Siciliani passavano addirittura in vantaggio, grazie ad un rigore accordato dall'arbitro per fallo di mani di Fontanarosa. L'arbitro, sollecitato dal VAR, andata a rivedere al monitor l'azione incriminata, e confermava il penalty. Sul dischetto si portava Pohjanpalo che trasformava con freddezza.
Per i Lupi, oltre al danno si stava materializzando anche la beffa. Ma qualche minuto dopo l'immeritato vantaggio palermitano, l'arbitro espelleva per doppia ammonizione Diakité, e gli ospiti rimanevano in dieci uomini. Un paio di minuti dopo i Lupi pervenivano allo strameritato pareggio grazie ad un gran gol di Palumbo, che raccogliendo un cross dalla sinistra di Russo, metteva la sfera alle spalle del pipelet palermitano con una spettacolare semirovesciata di sinistro. Il Partenio-Lombardi esplodeva di gioia. Ma non era finita qua, perchè nel recupero i Lupi andavano altre due volte vicinissimi al gol della vittoria con Lescano, a cui due miracoli di Joronen negavano la rete decisiva.
Finiva, così, con un rocambolesco 2-2 una partita che i Lupi avrebbero certamente meritato di portare a casa, al cospetto di un Palermo assolutamente dominato dai Biancoverdi.
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