Si è chiuso con il classico risultato ad occhiali il derby tra Lupi e Vespe. E' stato un match avaro di emozioni, perché ha prevalso la paura di perdere da ambo le parti. Ma se per la Juve Stabia il punto fuori casa fa morale e classifica (ricordiamo che gli Stabiesi erano reduci da due sconfitte consecutive), il pareggio interno da parte dei Lupi lascia un pizzico di amaro in bocca, e restituisce ulteriori ansie e timori in una tifoseria biancoverde oltremodo depressa, che, pur con l'avvento del nuovo tecnico, l'esperto Ballardini, comunque non riesce a vincere. Ormai, con il match di questa sera sono cinque le partite senza i tre punti per una compagine che nel girone di ritorno, in otto partite ha messo insieme la miseria di cinque punti.

Intanto la classifica comincia a preoccupare, atteso che là dietro pare iniziata la bagarre, con le incredibili vittorie esterne del Bari e della Reggiana, ai danni di due grandi decadute come la Sampdoria e lo Spezia. L'Avellino continua ad arrancare e martedi sera, nel turno infrasettimanale, dovrà recarsi a far visita alla capolista Venezia.

Tornando al match di questa sera, i Lupi hanno giocato all'insegna del "vorrei ma non posso", con un undici, quello messo in campo da mister Ballardini, addirittura privo di una prima punta di ruolo, con il solo Biasci in avanti, supportato dal redivivo Insigne come mezza punta, ad agire fra la seconda e la prima linea. Al cospetto di una Juve Stabia, ancorché incerottata per via di qualche assenza, sicuramente più quadrata rispetto ai Lupi. Non è stato per niente facile tentare di superare l'efficace diga a centrocampo costruita dagli Stabiesi, che potevano contare sull'apporto notevole di Correia, Leone e Mosti, con un Cacciamani che lungo l'out sinistro ha creato diversi grattacapi a Missori e compagni.

La squadra di Ignazio Abate ha controllato il match senza particolari affanni e, addirittura ha rischiato di passare in vantaggio dopo appena 5' con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio franco dalla trequarti destra del fronte offensivo stabiese, miracolosamente sventato con una smanacciata da parte dell'ottimo Daffara. Scampato il pericolo, l'Avellino ha tentato qualche sortita sulla trequarti gialloblu, ma è stata poca roba, perchè la retroguardia ospite mostrava una soglia di attenzione molto alta. Verso la parte finale del primo tempo, l'Avellino riusciva a procurarsi un paio di occasioni, la prima della quali clamorosa con un pallonetto di Biasci che si perdeva alto sulla traversa.

Nella ripresa il quadro tattico complessivo non mutava con la Juve Stabia padrona del centrocampo e con l'Avellino che tentava disperatamente di portare qualche pericolo agendo sulle fasce, ma senza particolare costrutto. La seconda parte del match era caratterizzata da un ritmo via via sempre più lento e con un vis agonistica decisamente minore rispetto al primo tempo. Nell'ultimo quarto di gara era palpabile una sorta di implicito "patto di non belligeranza tra le due squadre, che decidevano di non farsi del male.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 28 febbraio 2026 alle 23:28
Autore: Rino Scioscia
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