Un pareggio tra poche luci e parecchie ombre per i Lupi che non sono riusciti ad avere ragione di un modesto Bisceglie. Anzi, al tirar delle somme, sono i padroni di casa a recriminare per un risultato che poteva essere addirittura pieno per loro, se il palo colpito su punizione da Cittadino, a dieci minuti dalla fine, non avesse dato una mano determinante all'Avellino.

Una mancata vittoria, dopo le tre consecutive, che fa fare un passo indietro ai Lupi, forse nel match che, sulla carta, poteva essere più alla portata. E' stata una partita forse impostata male da mister Braglia, che ha voluto cambiare troppi uomini, senza riuscire ad ottenere i frutti sperati.

L'assenza per squalifica dell'unico centrale difensivo capace di comandare la difesa, capitan Miceli, avrebbe dovuto suggerire al tecnico toscano di optare per una difesa a quattro, anche perchè, concettualmente ci poteva stare di giocare con un difensore in meno ed un centrocampista in più, sopratutto perchè l'avversario di turno, terzultimo in classifica, il modesto Bisceglie, non poteva restituire soverchie preoccupazioni sul piano tecnico.

Invece, mister Braglia ha tenuto per un tempo un assetto tattico improntato ai soliti tre difensori centrali, salvo poi, ad inizio ripresa, per esigenze di risultato (visto che i padroni di casa erano riusciti a chiudere la prima frazione in vantaggio), a proporre un sistema maggiormente votato alla proposizione.

L'approccio dei Biancoverdi non è stato sostanzialmente negativo, tanto che nel primo tempo la gara è stata condotta dai Lupi, che hanno giocato ad una sola porta. Ma, passi per il gol preso, poco dopo la mezzora, su un calcio d'angolo, che ha visto una difesa biancoverde incredibilmente immobile (che ha lasciato il centravanti pugliese completamente libero di colpire di testa), la squadra di Braglia ha prodotto poco sotto la porta dei Nerazzurri, che, sia pure con approssimazione e con affanno, sono comunque riusciti a cavarsela.

L'intervallo ha portato in dote al tecnico biancoverde un minimo di resipiscenza, che lo ha indotto ad inserire la coppia mancina Baraye-Tito in luogo di Illanes e D'Angelo. Con il difensore in meno ed il centrocampista in più, nel più classico dei 4-4-2, l'Avellino ha cambiato pelle ed i frutti si sono subito visti. Tempo cinque minuti e Bernardotto ha ripristinato subito la parità con un gol sotto misura, a conclusione di un'azione che è partita da una percussione di Carriero sulla trequarti che ha scaricato sulla destra per Adamo, che, a sua volta, ha messo un ottimo diagonale, che l'ex Lanusei ha deviato nel sacco.

Ma, ottenuto meritatamente il pari, i Lupi, pur continuando a macinare gioco, non sono riusciti a sfondare il muro eretto dai Pugliesi, che, via via che passava il tempo, hanno preso anche più coraggio, pur accennando solo a ragion veduta a qualche ripartenza. La partita, in pratica, nel suo ultimo quarto si è incanalata sul binario del nulla di fatto, anche se, su punizione dal limite, il Bisceglie, come abbiamo detto, in apertura, avrebbe potuto fare addirittura il colpo grosso.

In definitiva un pareggio sostanzialmente giusto, che premia la generosità dei Pugliesi, e castiga l'inconcludenza e, forse, anche un pizzico di presunzione dei Biancoverdi.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 03 febbraio 2021 alle 23:25
Autore: Rino Scioscia
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