È successo di tutto negli ultimi giorni in casa Giugliano. La tensione si tagliava a fette dopo le prime tre partite disastrose con una squadra inesistente che ha subito tredici gol. Tre disfatte che hanno reso l’aria pesante inducendo la società a sollevare dall’incarico mister Roberto Carannante, il quale aveva preso il posto di Guglielmo Tudisco a cui, nel pre-campionato, era stata affidata la compagine tigrotta. Per la scelta del nuovo timoniere c’è stato un ritorno di fiamma, la città di Giugliano riabbraccia quel Massimo Agovino che due anni fa aveva condotto i gialloblu in serie D vincendo quello storico spareggio a Castellammare contro la Frattese. Pure in quella stagione, Agovino subentrò in corsa sostituendo De Stefano e sollevando un polverone dal momento che sembrava promesso sposo della Sarnese. Quest’anno, invece, Agovino ha lasciato la Vastese prima del campionato e ora si ritrova di nuovo in sella a quel Giugliano a distanza di pochi mesi dal congedo. 

Un bailamme che ha portato qualcuno che ci si è ritrovato coinvolto a sospettare che fosse tutto già scritto a luglio e che ora si sia chiuso un cerchio già delineato. Capirci qualcosa è difficile, sta di fatto che il Giugliano deve necessariamente mettersi alle spalle l’onta di tre sconfitte con risultati tennistici, una mortificazione per una squadra che lo scorso anno veleggiava nei quartieri alti giocando sempre con piglio autorevole e determinato. I tigrotti ripartono dal condottiero della promozione in serie D e “ritrovano” anche quattro protagonisti di quella straordinaria cavalcata, rimasti anche lo scorso anno, che in settimana avevano comunicato il loro addio. Ma sarebbe stato assurdo richiamare Agovino e non fargli trovare quattro dei suoi fedelissimi come Di Girolamo, Carbonaro, Liccardo e Caso Naturale, i quali sono stati blindati dal presidente Luigi Sestile con una diretta Facebook sulla pagina ufficiale della società. Per ritrovare se stesso, dunque, il Giugliano vuole riprendere le sembianze di quello d’Eccellenza, con Di Girolamo e Carbonaro pilastri della difesa, Liccardo a disegnare geometrie a centrocampo e Caso Naturale a produrre magie in fase offensiva, tutto sotto la supervisione di mister Agovino. 

La vecchia guardia al potere, potrebbe essere sintetizzato con questo slogan il caso Giugliano, ora parola al campo, contro la Vis Artena c’è bisogno di ritrovare dignità e fame. Non sarà facile contro una squadra che aveva fatto bottino pieno nelle prime due giornate per poi crollare contro un feroce Savoia. La società giuglianese ha capito quanto sia importante che tutti remino nella stessa direzione e, non potendo chiamare i tifosi a raccolta per le note restrizioni anti-covid, ha chiesto il supporto della nuova amministrazione invitando allo stadio il neo sindaco, Nicola Pirozzi. È fresco d’elezione il primo cittadino espressione delle due maggiori forze governative, Pd e Cinquestelle, ma il suo competitor al ballottaggio era Antonio Poziello, sostenuto da Italia Viva senza la quale l’alleanza di governo non sarebbe possibile. Divagazione politica a parte, questo Giugliano ha bisogno di sentire anche l’appoggio delle istituzioni per ritornare, non tanto quello di due anni fa che militava in una categoria diversa, ma quello frizzante e sbarazzino dello scorso campionato. Ora bisognerà capire se dopo la tempesta sia sul serio ritornata la quiete. 

Sezione: Editoriale / Data: Ven 16 ottobre 2020 alle 18:41
Autore: Maurizio Longhi
Vedi letture
Print