L'Avellino batte con pieno merito il Bari e chiude nel frigo di casa un superlativo secondo posto che quasi nessuno avrebbe pronosticato ad inizio campionato. In quella che può essere considerata, a giusto titolo, una vera e propria gara play off, i Lupi hanno mostrato e dimostrato di essere ampiamente degni di giocarsi gli spareggi promozione per la cadetteria.

Il Bari di Carrera era giunto al Partenio-Lombardi con la ferma intenzione di giocarsi tutte le proprie, residue, carte per la poltrona d'onore dietro la già promossa Ternana. Ma per sperare di poter agguantare il secondo posto al termine della stagione regolare, avrebbe dovuto superare i Biancoverdi nella loro tana.

L'Avellino di Braglia, dal canto suo, aveva l'irrefrenabile voglia di non difendere, con le unghie e con i denti, ciò che aveva saputo conquistarsi con un girone di ritorno a dir poco fantastico. Il match, sin dalle prime battute, ha restituito tutta l'intensità agonistica che è possibile riscontrare un confronto di Terza serie, tra due contendenti dal notevole lignaggio storico e spessore tecnico.

I ragazzi del tecnico di Grosseto, hanno preso in mano, dopo pochi minuti dal fischio iniziale, le redini della gara, impadronendosi della zona nevralgica del campo, arrivando sempre prima sulle seconde palle, ma anche trovando il modo di sciorinare un promettente gioco, anche verticale, che metteva spesso in imbarazzo i rivali pugliesi.

Il carattere e la personalità non mancavano di certo nella metà campo barese, e così si assisteva ad una sfida assai entusiasmante sul piano agonistico, sebbene lo spettacolo non fosse, almeno non continuamente, di pregio esticamente rilevante. Ma il bel calcio, specie in Lega Pro (sebbene le due contendenti in campo aspirino al salto di categoria) è latitante, e, in ogni caso, in questo tipo di gare, che possono vale una stagione intera, conta solo e soltanto il risultato.

La partita si è mantenuta sempre su ritmi sostenuti, perchè entrambe le squadre (sebbene i Biancoverdi mostrassero maggiore frenesia nel loro incedere), volevano superarsi, per dimostrare, "urbi et orbi", di essere i migliori. Da rimarcare, altresì, che i Lupi, pur forti del + quattro sui Pugliesi, (che avrebbe consentito loro di accettare, senza strapparsi i capelli, anche un nulla di fatto) non hanno mai rinunciato a giocare per i tre punti, e solo per quelli.

Dopo i primi due terzi di gara di chiara marca avellinese, i Galletti hanno alzato il livello ed il ritmo delle loro giocate, per tentare il "colpaccio", approfittando anche di qualche acciacco soverchio che cominciava a fare capolino nella metà campo dei Lupi, soprattutto perchè D'Angelo (che aveva saltato la gara di Terni per infortunio) e Carriero (reduce dal covid) avevano la "spia della riserva" accesa.

Ma la resilienza dei Lupi e lo stoicismo dei già citati, rendevano vani gli orgogliosi tentativi degli ospiti. I ragazzi di Braglia, tuttavia, non disdegnavano rapide e pericolosissime ripartenze, per fare definitivamente male ai rivali. Così, a sette minuti dal novantesimo, un magnifico calcio dalla bandierina di destra da parte di Aloi, trovava la zampata vincente di Fella, che mandava al tappeto il Bari.

Era il giusto e strameritato premio per i ragazzi di Braglia, che mai hanno deflettuto dal fiero proposito di superare la diretta rivale. Questa sfida aveva tutto il sapore di un vero test per i Lupi in chiave play off. Era una sorta di prova generale del clima agonistico che sicuramente si respirerà negli spareggi promozione. E l'Avellino ha pienamente dimostrato di essere all'altezza delle difficilissime sfide che l'attenderanno nella post season.



Sezione: Editoriale / Data: Sab 10 aprile 2021 alle 20:30
Autore: Rino Scioscia
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