"Via, Puteolana, via". Un grido di battaglia che aveva un potere magnetico, la reiterazione di un simbolismo che fungeva da appendice ad un rituale prepartita fisso: la dispersione di sale sulle porte. Una liturgia molto praticata nell'era di un calcio genuino che non esiste più. E' scomparso ieri, all'età di 80 anni, Giacomo Lauro, storico tifoso della Puteolana. Un personaggio molto conosciuto e amato in città per via di una simpatia e di una spontaneità innate oltre che per quella fede pura e smisurata per i colori granata. Tanti gli attestati di cordoglio che si stanno moltiplicando in queste ore. E non solo tra i tifosi più stagionati, che pure con lui avevano vissuto i fasti del Campania Puteolana anni '80. Perché la sua figura è stata per anni un punto di riferimento per tante generazioni di appassionati nonché per centinaia di calciatori che hanno vestito la maglia dei diavoli rossi. Ed è stato proprio in quegli anni magici per i flegrei che lo avevamo conosciuto: da un lato, tanti adolescenti e giovani tifosi che guardavano a lui come un simbolo, dall'altro lui col suo carico debordante di leggerezza e ironia. E guai se qualcuno avesse voluto limitarne quell'esuberanza del tutto amena. Anche le Forze dell'Ordine, a quei tempi, lo avevano adottato per la sua goliardia. 

Gli piaceva essere chiamato Giacomino, quasi a ribadire un disincanto interiore che gli attirava affetto e tenerezza. Emblematica in questo senso la testimonianza di Michele D'Auria, noto tifoso granata e figlio del compianto ex patron Fernando. "Giacomino è stato un personaggio carismatico - il suo racconto - sempre col sorriso stampato sulle labbra. Ma era anche un uomo pronto ad aiutare chi ne aveva bisogno. Quando nel 2017 organizzai il Memorial per mio padre e Vincenzo Minopoli, non esitò a partecipare nonostante gli acciacchi fisici già evidenti. Gli regalai una maglia celebrativa e vedere il nome di mio padre sul suo petto mi riempì di gioia e orgoglio: ero a conoscenza della loro stima reciproca. Ogni domenica, negli anni '90 al suo bar sotto al monte, c'era un siparietto da teatro. Mio padre prendeva i dolci per il dopo pranzo e per nessuna ragione voleva che li pagasse". Una nota di cordoglio è arrivata anche dal Club Cuore Granata Francesco Serrapica, oltre che da molti cittadini comuni, a partire da quelli della sua comunità di Sotto al Monte. Perché Giacomino è rimasto sempre se stesso anche col passare inesorabile degli anni, il suo amore per la Puteolana non è cambiato di una virgola nelle sue rappresentazioni più schiette. "Questione di coerenza, di filosofia di vita e di modo di essere", per dirla con Roberto D'Auria, fratello di Michele.     

Muore un'icona ma non certo il dolce ricordo di un uomo generoso, un autentico detonatore di passione ed entusiasmo capace di coinvolgere anche i più indolenti. E ora la palla passa alla nuova compagine societaria granata: a loro il compito di onorarne in qualche forma la memoria.

Sezione: Fuori Campo / Data: Dom 07 marzo 2021 alle 09:30
Autore: Stefano Sica
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