Tempo di primi bilanci per Federico Guidi, tecnico della Casertana, dopo il derby pareggiato con la Paganese. L'analisi parte dai concetti di gioco assimilati dal gruppo per spaziare attraverso pregi e difetti che hanno orientato il campionato rossoblù.

"Noi cerchiamo di lavorare sempre sulle cose che non vanno. Dobbiamo migliorare costantemente. Non siamo una squadra che ha capacità difensive importanti. Noi dobbiamo rimanere sempre noi stessi. E' un difetto derivante dal modo con cui è stata costruita questa squadra, e gli errori a volte sono anche frutto di ingenuità. Ma è un gruppo giovane ed è solo dagli errori che si forma l'esperienza. E' un percorso che abbiamo scelto la scorsa estate e che ora dobbiamo portare avanti. Anche con la Paganese abbiamo preso un rigore per una irruenza di troppo su una punizione: noi nella prima mezz'ora avremmo anche meritato il raddoppio. Essere giovani significa anche questo, avere imprevedibilità e una intensità che a volte gli avversari pagano. Noi abbiamo fatto risultati prestigiosi su campi difficilissimi. Gi alti e i bassi sono figli di qualche ingenuità che fa parte di noi, ma i miei ragazzi hanno molte prospettive. Prendete Santoro che oggi è un giocatore appetibile in categorie superiori: a inizio stagione non era così. Fatto sta che chi ha sbagliato atteggiamento con la Paganese andrà in secondo piano nelle mie gerarchie play-off. Io volevo solo una esame di maturità, il risultato non contava. Ma dovevamo calarci mentalmente in un certo tipo di discorso. Juve Stabia o Catania nei play-off? Al momento è la Juve Stabia ma si tratta di due grandi squadre costruite per andare su, non ho preferenze. Noi dobbiamo giocare solo per vincere, non essendo abituati a fare calcoli è anche un aspetto positivo. Sarebbe durissima in entrambi i casi. Certo, è assurdo che ancora non si conosca l'avversario. Chi aspira a diventare un calciatore di alto livello, saprà metterci la giusta intensità e le giuste motivazioni. Credo quindi che la partita si preparerà da sola. Non ho rimpianti per la mancata qualificazione per la Tim Cup. Alla fine l'abbiamo mancata per un coefficiente negativo. Certo, ci avrebbe dato lustro e ci avrebbe fatto fare esperienza, ma non è un dramma. Le partite che non mi sono piaciute? A Foggia non abbiamo giocato al calcio, facendo l'antitesi di ciò che avevo chiesto. Non abbiamo avuto coraggio, qualità e personalità. Ho rammarico per la sconfitta interna con la Vibonese, immeritata. Avevamo creato gioco e situazioni importanti, subendo pochissimo. Anche col Bisceglie è stata una occasione mancata, facendo errori su cose che avevamo analizzato tantissime volte. Significa che l'approccio non è stato quello giusto. Come compattezza, voglia e intensità, mi è piaciuta la gara col Francavilla all'andata: venirmi ad abbracciare dopo i gol è stata una testimonianza di coesione che il gruppo ha voluto confermare. I ragazzi mi regalarono una grande emozione. Bene anche a Catanzaro per applicazione, nonostante nel primo tempo avessimo concesso 2-3 occasioni ma per meriti loro che sono una grande squadra, non per demeriti nostri. Quindi di positivo restano la partita dell'andata con la Ternana e il primo tempo di Terni. Abbiamo dimostrato di volercela giocare coi nostri concetti con una squadra che ha stravinto il campionato, superiore a tutte le altre, ma che abbiamo messo alla frusta".  

Sezione: Serie C / Data: Lun 03 maggio 2021 alle 11:15
Autore: Stefano Sica
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