Alla fine un bel pareggio accontenta sia i padroni di casa, sia i Lupi, che hanno rimediato nella seconda metà del secondo tempo ad un'ora di gioco davvero deludente per Palmiero e compagni. La compagine di Nesta ha letteralmente sbagliato l'approccio al match, limitandosi a fare la comparsa al cospetto di un Cesena ancorché non irresistibile, che aveva comunque voglia di fare sua la gara.

Un pareggio che certamente muove la classifica dell'Avellino, che raggiunge quota undici dopo sette partite di campionato. Nel primo tempo, come si diceva innanzi, ha giocato praticamente solo il Cesena, apparso generoso oltre misura, sebbene la squadra di Diamanti non abbia mostrato niente di eccezionale.

Ma sappiamo che la serie B è questa: occorre grinta, fame e carattere per avere ragione degli avversari. I Lupi, pur potendo contare su un maggiore tasso tecnico complessivo, sono stati a guardare per almeno i due terzi di gara. Un centrocampo, quello irpino, apparso confusionario ed "errabondo", incapace di esprimersi secondo le proprie notevoli potenzialità. Sul banco degli imputati vanno messi Palmiero e Palumbo, ma lo stesso Besaggio non ha assicurato il solito supporto ai compagni di reparto.

Il Cesena, dal canto suo, ha spinto con caparbietà ed è riuscito a portare diverse insidie alla porta difesa da Martinelli, che un po' per fortuna, un po' per bravura è riuscito a portare inviolata la propria porta fino all'intervallo.

Ad inizio ripresa, dopo sei minuti, il Cesena è meritatamente passato in vantaggio grazie ad un gran gol a giro di Fiori, lasciato colpevolmente solo e libero di mettere questa magnifica palla sul secondo palo, alla sinistra di Martinelli. Ma paradossalmente da quel momento la partita è completamente girata, per demerito del Cesena che ha tirato troppo presto i remi in barca, e soprattutto per merito dell'Avellino, che, punto nell'orgoglio, non ci stava a perdere al Manuzzi.

I cambi apportati da Nesta hanno avuto l'esisto sperato perché soprattutto Faticanti (al posto di uno spento Palmiero) e Di Maggio (che ha surrogato un irriconoscibile Palumbo) hanno rivitalizzato la zona nevralgica dei Lupi. La squadra di Nesta ha preso possesso della trequarti  cesenate, anche in ragione della ritrovata vena degli esterni Moruzzi (un'ira di Dio sull'out mancino) e Missori che nell'ultima mezzora ha riscattato ampiamente due terzi di match assolutamente opachi. Il gol del pareggio, giunto al 22' della ripresa per opera di Armando Izzo, che in quest'occasione ha dato palmare dimostrazione di essere un calciatore di serie A, ha messo dentro dal lato sinistro con il piede mancino un tiro di collo pieno che è andato ad insaccarsi all'incrocio dei pali.

Il pareggio ha avuto l'effetto di caricare ulteriormente i Lupi, che hanno attaccato cercando il gol della vittoria, con il Cesena che ha mostrato molti limiti sia fisici che tecnici, ma la palla della vittoria non è voluta entrare soprattutto al 91', allorquando un tiro di esterno destro di Missori ha incocciato il palo pieno alla destra del portiere cesenate. Sarebbe stato il gol di una clamorosa vittoria, ma ad essere onesti, i Lupi forse non avrebbero meritato del tutto i tre punti.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 20:13
Autore: Rino Scioscia
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