Colantuono (tre volte), Nicola, Sousa, Inzaghi, Liverani, Martusciello, Breda, Marino. Ora è toccato a Raffaele. Danilo Iervolino si conferma “mangia-allenatori” e ammette implicitamente il fallimento del progetto estivo allontanando la guida tecnica. Alla base dell’esonero del mister un rapporto non più idilliaco con buona parte dello spogliatoio, i malumori dell’ambiente, le diatribe con la dirigenza e la costante involuzione sul piano del gioco certificata dai numeri e dalla classifica. -14 dalla vetta, -9 dalla seconda, appena 27 punti conquistati in casa, mancate vittorie contro Cerignola, Giugliano, Cavese, Latina e Monopoli che sono avversarie ampiamente alla portata dei granata e il rischio di scivolare ancora più indietro in graduatoria in virtù della crescita di Cosenza e Casertana che hanno ripreso a viaggiare a mille. Riavvolgendo il nastro e ripercorrendo quanto accaduto, è evidente che già da tempo si stesse pensando a un ribaltone. Già dopo la gara di Picerno, vinta 1-2 all’ultimo secondo malgrado la superiorità numerica e le tante assenze di un avversario all’epoca fanalino di coda, qualcuno in società esortò il club a fare una riflessione. Dopo Siracusa fu invece ritenuto controproducente cambiare allenatore con un mercato in corso e con trattative imbastite anche su indicazione di Raffaele. All’indomani della partita di Cerignola sembrava invece cosa fatta per la promozione in prima squadra di Guglielmo Stendardo, ma il turno infrasettimanale incombeva e non ci fu il tempo per la sostituzione.

A Cava il punto più basso, con un secondo tempo pessimo, una squadra senza mordente in un derby sentito dalla piazza e l’alterco con Faggiano in presenza dei calciatori. Per l’esonero si aspettava soltanto la comunicazione ufficiale, invece Iervolino preferì concedere un’ultima spiaggia mentre la dirigenza sondava la disponibilità di Pagliuca che tuttavia non sarebbe sceso di nuovo in C se non in presenza di un progetto importante. Lo 0-1 col Monopoli ha costituito la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, una prova incolore di tutti i calciatori apparsi demotivati, privi di mordente e monotematici dal punto di vista tattico. Alla fine la proprietà ha dato mandato a Faggiano di scegliere il successore di Raffaele. Caserta era ipotesi allettante, Viali era stato sondato nella mattinata di ieri, Marino aspettava solo una chiamata per rimettersi in gioco dopo la rocambolesca retrocessione di giugno. Alla fine ha prevalso la linea Cosmi, tecnico che ha accettato di firmare un quadrimestrale con opzione per una seconda stagione senza altri tipi di pretese. Mister e ds hanno inoltre condiviso la proficua esperienza di Trapani, con il passaggio dalla zona retrocessione alla finale playoff e un percorso che entusiasmò tutti gli appassionati di calcio. L’arrivo di Cosmi ha diviso la piazza. C’è chi ritiene sia il sergente di ferro che serve in uno spogliatoio ad alta tensione, chi invece è preoccupato per la pregressa inattività e per qualche esperienza chiusa con un esonero o una retrocessione. Alla fine paga solo Raffaele che, con una rosa incompleta e in un girone difficile, aveva comunque collezionato 50 punti primeggiando per 15 giornate e ritrovandosi alle spalle di Catania e Benevento ritenute da tutti superiori ai granata. Nulla cancella un buon girone d’andata e l’esperienza di Cerignola nella quale ha dimostrato di essere un buon tecnico per la C. Fa riflettere, invece, che la proprietà non abbia esonerato anche Faggiano. La rivoluzione di gennaio (con ben 15 movimenti tra entrate e uscite) testimonia che tanto fu sbagliato in estate, la classifica non rispecchia le ambizioni della tifoseria e l’esonero di un allenatore è anzitutto una sconfitta di chi l’ha scelto. Anche gli ultras, con cori dal contenuto inequivocabile, chiedeva il licenziamento di un ds che, a oggi, ha deluso le aspettative generali e che, pur con un altro anno di contratto, è già fortemente in discussione per il futuro.

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Sezione: Serie C / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 16:08
Autore: Antonio Vistocco
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