Vincere soffrendo ha sempre un sapore particolare. Perché è l'esaltazione del carattere e della fedeltà a uno scopo collettivo. E poi si sa che le partite non si vincono mai per caso, ma sono spesso la "summa" di virtù singole e spunti estemporanei in grado di esaltarle. Nel giorno in cui il divin Castaldo non è il protagonista principale (ma la sua performance raggiunge comunque la sufficienza per il consueto apporto di esperienza), sono altri big azzurrostellati a prenderne le redini e a indirizzare una sfida difficile e resa ulteriormente complicata dalle circostanze maturate sul campo. Non è stata una gara esaltante quella della Paganese, prigioniera ancora di una fase di convalescenza da superare alla svelta. Grassadonia è stato chiaro quando ha parlato di cantiere aperto e di sistema di gioco (il 3-5-2 della precedente gestione replicato ieri) in fase di lenta evoluzione. Non potrebbe essere altrimenti dopo un periodo che pareva aver azzerato gli entusiasmi estivi per la salvezza al Coni (dopo quella ai play-out) e l'ideazione di un organico messo su con l'obiettivo minimo dei play-off. Insomma, si cambierà quando matureranno le condizioni, a maggior ragione con l'approdo di un ex di lusso come Firenze (sul cui utilizzo tattico c'è grande curiosità). Se distruggere è facile, costruire non lo è. E nessuna rifondazione avviene in un attimo. Va da sé che il cantiere azzurrostellato promette, se non sfracelli, almeno l'esecuzione di una edilizia sana e compatibile. La seconda metà di settembre ci dirà già di più in tal senso, soprattutto sul processo di crescita di qualche under. 

TOP 

BAIOCCO - Disputa una delle migliori riprese da quando veste la maglia della Paganese. L'intervento finale - plastico, glaciale, sicuro e poderoso - sul calcio franco di Maldonado, è la ciliegina su una partita immensa nella quale il penalty neutralizzato a Ceccarelli è solo un episodio, per quanto decisivo. Perché sono almeno cinque le parate risolutive del portierone romano. Gara da 10 e lode.   

DIOP - Punisce una di quelle squadre che, secondo radiomercato, si era fatta avanti per convincerlo a cambiare aria. Ma l'aria di Pagani gli fa bene, è più salutare e non potrà che continuare ad ossigenarlo. Il suo ingresso in luogo di Guadagni spacca letteralmente la partita una volta superati i 10 minuti feroci del Catania. E poi c'è il gol vittoria, che non va descritto ma solo gustato. E se Monteagudo non lo falciasse al limite dell'area quasi allo scadere, chissà che non c'avrebbe regalato un'altra magia. 

TISSONE - Nel centrocampo schierato contro gli etnei, era lui deputato a garantire strappi importanti e pericolosità offensiva, con Vitiello play e Cretella chiamato ad operare maggiormente in interdizione (non è dispiaciuto il ragazzo ex Messina, anche per una certa disciplina tattica). L'argentino è spesso una furia ed è peraltro il primo a creare un grattacapo al Catania con un ottimo inserimento. Insomma, i suoi 60 minuti hanno dato buone indicazioni sulla tenuta fisica e mentale del centrocampista che domenica prossima affronterà il suo ex Taranto.  

FLOP

SUSSI - Un pizzico di irruenza gli provoca la prima ammonizione, l'inesperienza gli porta in dote la seconda. Quando atterra ingenuamente Russotto dopo un iniziale errore individuale che lo aveva lanciato verso la porta di Baiocco. Anche nel primo tempo, una sua disattenzione porta alla conclusione di Rosaia finita di poco a lato. Non è la sua partita ma è un 2001, quindi da attendere con pazienza. 

VITIELLO - Ci sta che non abbia il passo di un tempo, ma anche lui è poco lucido in un paio di situazioni: in una di queste rimedia l'ammonizione per un fallo evitabile. E' chiaro che nei primi 55 minuti la Paganese faccia fatica e manovri in maniera troppo lenta e prevedibile anche per il funzionamento non eccellente della cabina di regia. 

Sezione: Serie C / Data: Lun 13 settembre 2021 alle 13:00
Autore: Stefano Sica
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