Leonardo Spinazzola si racconta a 360 gradi, partendo dal momento vissuto dal Napoli e dalle pressioni che inevitabilmente accompagnano una grande squadra. L'esterno azzurro invita il gruppo a ritrovare soprattutto le proprie certezze: "Ormai sono abituato, diciamo in tutta Italia è così, però specialmente in piazze come Napoli, come Roma, ma anche la Juve, queste grandi squadre, Milan, Inter, basta che fai due risultati negativi e sembra che cada tutto il mondo addosso". Spinazzola riparte da quanto dimostrato dalla squadra nella passata stagione: "Se l’anno scorso potevamo vincere qualcosa io penso che dopo due mesi sia cambiato tutto, i giocatori sono gli stessi, è solo da ritrovarci, ma soprattutto noi stessi". Il primo passo deve però arrivare dai singoli: "Ognuno di noi deve dare il proprio massimo, che poi così si può aiutare la squadra a vincere domenica dopo domenica".

Allegri, la gestione del gruppo e il nuovo ruolo

A Napoli Spinazzola ha ritrovato Massimiliano Allegri, già conosciuto durante l'esperienza alla Juventus. Dal punto di vista della gestione dello spogliatoio, il tecnico è rimasto quello di sempre: "Sotto l’aspetto della gestione penso nulla, è stato sempre così, cioè dalla Juve l’ho conosciuto così". Qualcosa è invece cambiato nel lavoro quotidiano e nella proposta sul campo: "Penso che è cambiato molto, molta più intensità". Spinazzola apprezza in particolare il coinvolgimento richiesto ai calciatori nelle scelte e nella gestione delle situazioni: "È anche un allenatore che dà molta responsabilità a noi, questo a me personalmente mi piace molto". C'è poi il discorso tattico. Dopo aver giocato a lungo come quinto di centrocampo, l'azzurro oggi si sente particolarmente a suo agio partendo da terzino nella linea a quattro: "Adesso come adesso mi trovo anche più a mio agio a quattro, sinceramente, perché riesco a capire quando andare, quando non andare, posso giocare dentro". Una posizione che, secondo Spinazzola, gli concede diverse possibilità di interpretazione: "A quattro posso restare più dentro, posso restare più basso, posso alzarmi, posso andare dentro, posso allargarmi, è molto differente in questo".

Lo Scudetto e la scelta di restare a Napoli

Tra i ricordi più forti della sua carriera c'è inevitabilmente lo Scudetto conquistato con il Napoli e la festa vissuta insieme alla città. Un'esperienza che ha inciso anche sulla volontà di proseguire la propria avventura in azzurro: "A Napoli è stato meraviglioso, perché ancora ho negli occhi il ricordo di quella giornata e spero… io sono voluto rimanere qua anche per cercare di rivivere quelle giornate". Immagini ancora nitide nella memoria dell'esterno: "Quella giornata sul pullman, ma chi se la dimentica. Ma non solo quella, tutti i giorni seguenti. È stato veramente stupendo". Spinazzola si è soffermato poi sulla formazione dei giovani calciatori italiani, indicando nella pressione esercitata fin dalle categorie di base uno dei problemi da affrontare: "Io penso che innanzitutto togliendogli un pochino di pressione, ma quello è tutto il sistema che viene dal basso". Il confronto nasce anche dall'esperienza maturata parlando con Romelu Lukaku e osservando metodologie differenti nella crescita dei ragazzi: "Era tutto un uno contro uno, uno stop, un passaggio, una ricezione, è diverso. E quindi arrivano a 18 anni anche con un altro bagaglio". Per Spinazzola, nelle prime fasi deve esserci maggiore spazio per tecnica, coraggio e libertà individuale: "Penso che si debba partire da lì, dai piccoli a farli giocare e a dargli quelle indicazioni, ma di essere loro stessi, di provare, di avere coraggio".

Sezione: Serie A / Data: Ven 25 settembre 2026 alle 19:34 / Fonte: tuttonapoli.it
Autore: Antonio Vistocco
vedi letture