Davide Ballardini, intervenuto in conferenza stampa per presentare la prossima sfida casalinga contro il Palermo, ha delineato un panorama incoraggiante della settimana appena trascorsa, pur riconoscendo gli spazi di miglioramento ancora da esplorare. Il tecnico biancoverde ha affrontato con finezza argomentazioni di natura tattica, individuale e motivazionale, restituendo così il ritratto autentico di un gruppo in crescita.

Ballardini ha esordito con una valutazione largamente positiva sul percorso di preparazione svolto: le sedute di allenamento sono state caratterizzate da intensità crescente e da una partecipazione costante e propositiva del collettivo. La quasi totalità dei calciatori è stata recuperata, a eccezione di Reale, rimasto escluso dalla lista dei convocati. In chiave offensiva, l’allenatore ha annunciato che, in preparazione alla partita, porterà con sé nove elementi per il reparto avanzato, precisando che la scelta definitiva dei convocati sarà frutto di attente valutazioni fisiche e tecniche: «Gli altri dovranno recuperare, oppure resteranno fuori per mie decisioni». Favilli, autore di una settimana di impegno costante, si è temporaneamente allenato a parte, non per sopravvenute problematiche fisiche, ma per necessità specifiche di lavoro individualizzato, elemento ritenuto imprescindibile per raggiungere la migliore condizione.

Dal punto di vista tattico, Ballardini ha confermato la volontà di mantenere il 4-3-1-2 come assetto di riferimento, con Insigne e Palumbo indicati quali principali interpreti del ruolo di trequartista, insieme a Besaggio. «L’unico trequartista offensivo è Insigne, o eventualmente D’Andrea, ma sarebbe adattato», ha osservato il tecnico, lasciando intendere che la scelta definitiva sarà subordinata alle condizioni individuali di ciascun giocatore.

Ballardini si è soffermato con accuratezza sull’analisi del Palermo, rimarcando la solidità e la pericolosità di una compagine ben costruita: abili nei calci piazzati, dotati di ottimi tiratori e di una notevole fisicità. «La loro organizzazione difensiva si struttura come un castello, con movimenti leggibili ma assolutamente precisi», ha dichiarato, sottolineando l’esigenza di contrastare gli avversari con intensità costante e il giusto approccio mentale. «Contro la Sampdoria, non è che loro abbiano brillato rispetto a noi, ma spetta a noi l’obbligo di dare qualcosa in più».

Quanto alla dimensione motivazionale, il tecnico si è espresso con chiarezza: senza una prestazione all’altezza, i risultati non potranno arrivare. Un principio, già espresso al termine della gara di Genova, che Ballardini continua a considerare imprescindibile nella sua visione di calcio. «Con l’atteggiamento opportuno e la necessaria intensità, possiamo giocarcela contro chiunque».

Riguardo al portiere Daffara, il tecnico ha spiegato come il giovane, ventenne e già forte di sei presenze in Serie A, attraversi attualmente una fase particolarmente delicata; l’obiettivo primario è favorirne la crescita senza eccedere nelle pressioni, valutando se inserirlo nell’Under 21 oppure conferirgli la titolarità. «Volete che risponda ora? Non rispondo, darò comunicazione all’addetto stampa», ha concluso Ballardini, rinviando ogni decisione a una comunicazione ufficiale.

In chiusura, Ballardini ha voluto omaggiare la piazza di Palermo, realtà in cui ha allenato per tre stagioni: «È un ambiente caldo, vi è un attaccamento viscerale, neanche a dirlo, rappresenta un fattore determinante». Infine, un pensiero rivolto alla tifoseria avellinese, alla vigilia della Pasqua: «Ciò che conta davvero è metterci tutto noi stessi: i tifosi sanno comprendere se si è dato il massimo. Se ognuno di noi offre il cento per cento, questo sarà certamente il dono più bello. Buona Pasqua a tutti».

Sezione: Serie B / Data: Sab 04 aprile 2026 alle 16:34
Autore: Antonio Vistocco
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