Si è chiusa dopo una stagione l'avventura di Umberto Improta con la Nocerina. Come noto, il 37enne ex esterno offensivo, attualmente in possesso dell'abilitazione Uefa B, aveva bagnato il proprio esordio in panchina rivestendo il ruolo di vice allenatore di Giovanni Cavallaro alla guida dei molossi. A rivelarlo è lo stesso tecnico ai microfoni di Notiziario Calcio. "Con Giovanni e il direttore Bolzan mi sono trovato benissimo - rimarca -. Si tratta di persone straordinarie da un punto di vista umano e competenti sotto l'aspetto professionale. E poi ringrazio la Nocerina per l'opportunità che ha voluto darmi. Il mio sogno è quello di allenare e qui devo dire che mi sono formato abbastanza. Si sa che il passaggio da calciatore ad allenatore porta con sé sempre delle incognite. Ci si rende conto di tanti aspetti su cui, da giocatore, non rifletti come dovresti. Ma direi che tutto sommato è andata bene". 

Come mai questa decisione?

"E' un scelta che nasce dall'esigenza di camminare sulle mie gambe. L'ho comunicata a Giovanni e lui ha capito, del resto siamo amici e tra noi c'è un rapporto schietto. Ho voglia di crescere e di rendermi "autonomo". Sono pronto a valutare ogni proposta, anche fuori Campania se ci sono le condizioni per lavorare in un certo modo. Sono importanti chiarezza e serietà, più che la categoria. Ribadisco: ho entusiasmo e voglia di mettermi in gioco".    

Qualche offerta è già arrivata in questi giorni?

"Qualcuna sì. Col Portici, per esempio, siamo stati molti vicini ad un accordo. Non se ne è fatto più nulla ma colgo l'occasione per ringraziare la società per aver pensato a me e aver creduto nelle mie potenzialità. A Portici ho praticamente chiuso la carriera da calciatore e anche mio fratello ci ha giocato: conosco l'ambiente, pulito e familiare. Insomma, sarebbe stato il posto giusto per cominciare un percorso professionale ed esprimere le mie idee. Va bene lo stesso, magari in futuro chissà...". 

Che bilancio fai dell'ultimo campionato a Nocera?

"Decisamente positivo. Nel calcio si può fare sempre di più, ma la scorsa estate l'obiettivo principale era quello di migliorare il piazzamento della stagione precedente e di assestarci nella parte sinistra della classifica. Alla fine siamo arrivati a giocarci la semifinale play-off col Latina. Credo che sia stato fatto un ottimo lavoro da parte di tutti e parlo non solo dei calciatori e dello staff tecnico, ma anche di tante figure che lavorano dietro le quinte. Mi rende felice il fatto che molti calciatori giovani o poco conosciuti abbiano vinto la loro scommessa, che poi era anche la nostra. Penso a El Bakhtaoui, Katseris, il 2003 Esposito o Donida, solo per citarne alcuni. Siamo riusciti a fare qualcosa di eccezionale nonostante i problemi legati al Covid. Preparavamo per una settimana intera la partita della domenica e all'ultimo non si giocava. Alla lunga è dura".

Ma con un pizzico di esperienza in più sarebbe stato lecito insidiare la leadership del Monterosi, considerati anche i tanti punti persi in trasferta?

"Al Monterosi va fatto solo un plauso. Hanno un gruppo che lavora insieme da anni col loro allenatore. E' vero che un'esperienza maggiore ci avrebbe consentito di gestire meglio certe situazioni e di assicurarci fuori casa qualche punto perso in maniera strana ma, ripeto, i ragazzi sono stati bravissimi e dobbiamo solo ringraziarli". 

Sezione: Serie D / Data: Gio 29 luglio 2021 alle 09:00
Autore: Stefano Sica
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