Meno nove dalla vetta dove c’è meritatamente il Potenza che pure ha perso all’Arechi. La Salernitana ha battuto i lucani, ma resta distante ben nove punti dalla squadra di Tisci che, dopo lo scontro diretto perso, ha conquistato 13 punti in 5 partite mentre la squadra di Cosmi ne ha raccolti appena 8. La differenza è quasi esclusivamente da ricercarsi nel rendimento esterno. Del resto, la Salernitana del contestato Giuseppe Raffaele nello scorso anno si era lanciata in fuga proprio grazie alle vittorie ottenute in trasferta. Nelle prime quattro trasferte affrontate Raffaele aveva ottenuto 10 punti contro i 3 della Salernitana di Cosmi. Quella squadra era sicuramente più completa ed era stata allestita col dichiarato obiettivo di vincere. Basti pensare che lo scorso Achik, ora fondamentale al punto che in sua assenza Cosmi ha messo da parte il 4-4-2, non era partito titolare perché c’erano Ferraris, Inglese, Ferrari e a centrocampo Capomaggio dettava legge come sta facendo ora allo Spezia. Anche quest’anno s’è affermato da parte della società e di Cosmi che l’obiettivo è immutato, ma è stato lo stesso ds Faggiano, intervistato da Radio Firenze Viola, ad indicare nel raggiungimento dei primi quattro posti il traguardo. Bisogna attenersi ai fatti, a ciò che il campo ha fin qui detto e da qui cercare di capire quali margini di crescita possa avere la Salernitana che finora ha cambiato modulo ed uomini, ma in trasferta non ha mai cambiato marcia. Questione di testa, di mentalità, ma anche di idee, gioco, identità tattica. La Salernitana va a fiammate, in casa si sente più forte, ma fuori si smarrisce e resta sospesa nel limbo. La partita di sabato prossimo all’Arechi con la Scafatese sarà decisiva perché servirà una vittoria condita da una prestazione intensa e continua per novanta minuti per fugare ogni dubbio circa la consistenza non tanto tecnica quanto mentale di una squadra che Cosmi ha definito fortissima a tratti ma anche fragile, pure troppo. E per vincere non si possono avere questi sbalzi di umore e di gioco. Con Cosmi al timone, si pensava che almeno sul piano mentale e caratteriale la squadra sarebbe stata più forte ed invece solo a tratti si scorgono certi segnali, ma per vincere serve essere forti sempre e, soprattutto, saper nascondere debolezze e difetti. Ora la Salernitana deve crescere e lasciare da parte incertezze e paure e far prevalere rabbia e fame, orgoglio ed appartenenza. Questa settimana potrebbe davvero essere quella della verità.

Sezione: Serie C / Data: Mar 13 ottobre 2026 alle 20:30
Autore: Antonio Vistocco
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