Intervistato da La Casa di C il centrocampista del Benevento Antonio Prisco è tornato sulla cavalcata dei sanniti verso la Serie B, nella quale si è messo in luce come uno dei migliori interpreti del ruolo in categoria: "Per me non c’è una partita precisa che ha fatto capire che avremmo vinto il campionato, c’è Picerno e poi Bergamo dove il 99% delle squadre sul 3-1  avrebbe mollato. Per questo ringrazio Pierozzi che ieri è diventato un santo". (Il riferimento è a un cartellone che raffigura il terzino elle vesti di un santo, mostrato dopo la gara contro la Cavese ndr). La svolta è stata la nostra consapevolezza e il giocare sempre come una finale. La parola chiave è stata questa".

Sull'arrivo di Floro Flores: "Fu inaspettata come notizia, dopo la vittoria a Foggia nessuno l'avrebbe pensato. Io ero a pranzo con una persona e all’improvviso mi arriva questo screen ma credevo che fosse uno di quei fotomontaggi mandati nel gruppo squadra dove di solito scherzano. È stato scioccante perché non ce l’aspettavamo ma il mister lo conoscevo già perché seguivo la primavera e ho fatto svariati pranzi con lui. Lo conoscevo ed è una persona che si fa voler bene, capisci il suo spessore umano. Ricordo che vidi una partita dove perdevano 0-3 su due errori e lui continuava a incitare la squadra a giocare, sottolineando che la colpa fosse sua. Alla lunga si è vista la sua mano, siamo quelli che giocano meglio di tutto il campionato". Serie B? "Una nuova scoperta, è un nuovo mondo, sarà molto più dura ma questo gruppo e con questa base possiamo divertirci tutti insieme perché siamo i migliori della C. Molti possono fare la B a occhi chiusi, gruppo coeso e compatto. Con i calciatori forti vinci le partite, con un grande gruppo il campionato."

Sui modelli di riferimento: "Pirlo per me è il più forte di tutti i tempi ma mi rivedo nelle movenze in Verratti. Per me è stato un fuoriclasse assoluto e spero di poterlo incontrare il prossimo anno quando affronteremo il Pescara anche perché lì gioca un mio fraterno amico, Acampora. Lo scorso anno mi sono sentito un terzo figlio per lui".

Sulla crisi del calcio italiano: "Secondo me  si deve avere più coraggio nel far sbagliare i giovani. Il Barcellona gioca con 6/7 calciatori nati dopo il 2004-2005: Cubarsi, Pedri, Gavi, Yamal. Facendoli giocare acquisiscono determinazione e diventando mondiali, non è un caso che la Spagna abbia vinto l'Europeo. Ci deve essere più coraggio perché i ragazzi ci sono. Ne conosco parecchi. Magari vanno in B a farsi le ossa quando possono giocare in A. Lo stesso Pio Esposito che per me è fenomenale. Vergara idem. Non possono stare a casa quando continuiamo a stare lì a non vedere l’Italia al Mondiale. Ci vuole più coraggio".

Infine, una promessa: "Dissi l’anno scorso al mio procuratore, voglio arrivare in Serie A con il Benevento. Questa è casa mia. Oramai non sono un calciatore ma un loro parente. Voglio portare il Benevento in Serie A ma anche arrivare in Nazionale". Vigorito? "Il presidente sin dalle mie prime volte in prima squadra mi faceva carezze e diceva -scherzando- che avrei giocato a occhi chiusi in prima squadra. A inizio anno viene dai noi giovani e ci dice che voleva andare in Serie B con noi. A Salerno mi abbraccia e me lo ribadisce, una gioia incredibile. É un visionario e un familiare. Lo merita più di tutti".

Sezione: Serie C / Data: Mer 15 aprile 2026 alle 17:11
Autore: Antonio Vistocco
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