L'ambizione è chiara, scrive il Corriere dello Sport in edicola oggi: costruire una piattaforma multisport capace di unire basket, calcio e altre discipline sotto un unico grande progetto legato alla città di Napoli. A raccontarlo è Matt Rizzetta, manager italo-americano, presidente del Napoli Basket e del Campobasso, oltre che fondatore di Underdog Global Partners. Intervenuto al podcast Bloomberg Business of Soccer, Rizzetta ha confermato il forte interesse nei confronti del Napoli, svelando alcuni dettagli della proposta da 2,2 miliardi di euro presentata a Aurelio De Laurentiis e respinta dal presidente azzurro. Nonostante il rifiuto, il manager continua a credere nelle enormi potenzialità del club e del brand Napoli, che considera uno dei più attrattivi a livello internazionale grazie alla crescita turistica della città, all'eredità di Maradona e alla presenza di una vastissima comunità napoletana nel mondo.

Il pool USA

Tra gli investitori del pool statunitense, che fa capo ad Underdog Global Partners, c'è anche il fondo Ariel Investments. Settimane fa sono stati proprio a Napoli due manager della sezione Project Level di Ariel: il captain Jason Wright, ex running back dei Wildcats e oggi Project Level’s Managing Partner and Head of Investments, e Rebecca Curran Elkins, principal dell’area Starting lineup. Negli scatti fatti in città, con vista sul Vesuvio e il Golfo, oltre a Rizzetta c'era anche Joseph Greco, Co-Founder & Managing Partner di Underdog Global Partners.

Rizzetta ha spiegato di aver costruito negli ultimi sei mesi un rapporto diretto con la famiglia De Laurentiis, fondato sul rispetto per il lavoro svolto dal presidente negli oltre vent'anni alla guida del club. "Gli dissi semplicemente che, se fosse esistita un'opportunità di collaborazione, noi avevamo il basket e lui aveva il calcio. Poi le conversazioni si sono evolute e sono diventate più serie" .Secondo il manager americano, il tema centrale delle discussioni è sempre stato quello della continuità e della tutela dell'identità del Napoli. L'idea del gruppo di investitori statunitensi è quella di sviluppare un modello simile a quello dei grandi club europei multisport, investendo massicciamente nelle infrastrutture. In cima alle priorità ci sarebbe la riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona, già oggetto di confronti con il Comune di Napoli, insieme alla realizzazione di nuove accademie, centri sportivi e strutture dedicate alla crescita dei giovani talenti. Per Rizzetta, il futuro del Napoli passa dall'aumento dei ricavi, dal rafforzamento del brand a livello globale e da un legame ancora più forte tra il club e il territorio.

Sezione: Serie A / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 12:20 / Fonte: tuttonapoli.it
Autore: Antonio Vistocco
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