Napoli, 4 giugno 2026 - Quasi in contemporanea all'annuncio ufficiale del divorzio da Antonio Conte tramite una risoluzione consensuale del contratto, Aurelio De Laurentiis tornava a prendere la parola dopo tante settimane di silenzio e, come sempre, si tratta di un vero e proprio tornado.
De Laurentiis: "Non abbiamo ancora l'allenatore e, soprattutto, non possiamo annunciarlo"
L'occasione propizia è stata fornita dalla presentazione dei due ritiri estivi tra Dimaro e Castel di Sangro che come da tradizione terrà il Napoli per preparare la nuova stagione, che non sarà una come le tante perché il club partenopeo si approssima allo spegnimento delle sue prime 100 candeline: qualcosa di romantico e sentimentale che si scontra con i toni duri, bruschi e diretti usati dal patron nel momento in cui le domande si facevano più ficcanti. Il primo quesito non poteva che riguardare il futuro allenatore del Napoli. "Ancora oggi il Napoli non ha un allenatore e anche se l'avesse non potrebbe annunciarlo. Conoscete le regole federali". Il riferimento, tra una parola colorita e l'altra, sembra andare tutto a Massimiliano Allegri, formalmente ancora legato al Milan nel contesto di quel divorzio tutt'altro che sereno ancora in atto che dovrebbe solo ritardare la nuova avventura al Napoli. A domanda diretta sulla data di presentazione del nuovo allenatore, De Laurentiis risponde così. "Posso farlo quando i regolamenti me lo concedono. Io non sono uno che va fuori dalle regole. Posso non essere d'accordo con le regole perché a volte sono fatte illo tempore e diventano stantie. Abbiamo accettato di partecipare a un concorso in cui ci sono delle regole e allora le rispettiamo. Quando potremo annunciare l'allenatore, lo annunceremo". Intanto, a proposito di annunci, De Laurentiis afferma che le celebrazioni per il centenario andranno a coprire l'intero anno solare dall'1 agosto 2026 al 31 luglio 2027, presupponendo grandi sorprese non ancora da bruciare. Al contempo, il patron parla delle idee e delle innovazioni logistiche che riguarderanno i due ritiri, oltre ai consueti incontri tra giocatori e tifosi e alle amichevoli: a Dimaro due test contro squadre italiane, mentre a Castel di Sangro le amichevoli saranno tre contro avversari stranieri, tutti ancora da annunciare. Parlando di logistica, un tema annoso resta quello dello stadio Maradona e in generale delle infrastrutture reputate scadenti dai più e dallo stesso De Laurentiis, che spera di costruire rapporti più forti con le istituzioni per risolvere questo problema prima ancora di farlo con l'allenatore che verrà. "Sul centro sportivo non ci sono problemi, per lo stadio faremo una conferenza. Le strutture saranno il tema di questo quinquennio".
Le ambizioni scudetto-Europa e i casi Lukaku e De Bruyne
Si passa poi ai risultati di campo, quelli che maggiormente interessano i tifosi ma che spesso dipendono tanto anche dalle infrastrutture: per De Laurentiis la scelta dell'allenatore non è necessariamente garanzia di vittoria, o almeno non lo è più della stessa presenza del patron. "Io ho vinto lo scudetto anche con un allenatore che non l'aveva mai vinto, se non in Russia (il riferimento è a Luciano Spalletti, ndr). Quindi state tranquilli, finché vedrete la mia faccia presente". Se nella sua gestione gli scudetti sono stati due, anche ravvicinati, a livello europeo il Napoli fa fatica a imporsi: una nuova chance per provare a fare la voce grossa in Champions League arriverà l'anno prossimo. "La lotta per lo scudetto e quella per l'Europa non si escludono. Siccome io do all'allenatore una doppia squadra valida, ho sempre sostenuto che se dai ai calciatori l'importanza di sentirsi dall'inizio, è la più grande stupidata che si possa fare perché la partita si gioca in due tempi. Quest'anno abbiamo più di trenta calciatori. La valorizzazioni - continua De Laurentiis - passa dal fatto che questi calciatori giochino. C'è una componente sia nel loro cervello che nelle loro gambe". Dunque, parole ambiziose da parte del patron, che conterà sulla lunghezza della rosa affinché il suo Napoli sia competitivo su più fronti: a patto naturalmente che l'allenatore di turno ne sappia ben dosare le energie psicofisiche, facendo ruotare il roster nei suoi effettivi per far sentire tutti egualmente importanti. In questa fase, e di certo non proprio in accezione positiva, viene citato Maurizio Sarri, notoriamente un tecnico poco avvezzo al turnover, nonché uno dei primi nomi sondati per quella panchina che resta vacante (forse solo ufficialmente). De Laurentiis viene poi pungolato su chi, a suo dire, invita il suo Napoli a effettuare tournée all'estero in estate, una scelta non abbracciata (per usare un eufemismo). "C'è un signore che mi sta molto simpatico, che si chiama Charlie Stillitano, e lui ogni volta mi offre 4-5 milioni per andare lontano (usa un'espressione molto più colorita, ndr). Noi abbiamo un nuovo allenatore a cui far conoscere la società e i calciatori. E i calciatori devono essere messi come prova generale. Facciamo queste 5 amichevoli proprio per andare bene poi. Per molti non è importante il campionato. Per me è importante sia il campionato che l'Europa. Io dissi, dopo lo scudetto, che avrei puntato all'Europa. Non è andata bene, ce ne siamo fatti una ragione ma siamo arrivati secondi. L'anno prossimo speriamo di tornare su pista ben rodati dopo i due ritiri più la settimana-tipo". Il patron non cita il 30esimo posto raccolto nella fase campionato di Champions League ma annuncia che il Napoli la prima partita, in attesa del campionato che sarà ufficializzato domani, la disputerà in trasferta. "La prima partita sarà in trasferta perché devo dare il tempo di rizollare il campo dopo questi concerti (apostrofati con un 'maledetti', ndr). Da anni chiedo di farmi giocare la prima partita in trasferta e in Lega hanno sempre cortesemente accettato". Le ultime parole 'al miele' sono per Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne, due spine da risolvere a stretto giro di posta da un Napoli che, a detta del patron, vuole tornare al modello virtuoso di creare ricchezza e profitto dalla valorizzazione e dalla cessione dei giocatori. "Hanno fatto delle affermazioni che possono essere accettabili o contestabili, dipende dai punti di vista. Vedremo quando ci metteremo tutti a lavorare cosa succederà. Vedremo cosa ne penserà l'allenatore nuovo. Poi se dovranno andare via, andranno via. Qual è il problema? Il mondo è pieno di calciatori".
Autore: Antonio Vistocco
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