Dal duello con l'altro vichingo, il terribile Haaland, Rasmus Hojlund è uscito con l'onore delle armi, un gol, un palo ma pure tanta rabbia per il 3-2 finale. Che fa malissimo. Se patito contro i rivali norvegesi, anche di più, e sui social e al microfono il danese non fa giri di parole: “Non mi piace perdere, di sicuro non mi piace perdere contro la Norvegia. La prossima volta”.

I dolori del giovane Hojlund sono mitigati però dall'ottimismo per la prestazione, singolare e di squadra. Roba da travasare presto nella stagione azzurro Napoli dove la corrente offensiva non è irresistibile e i dati non mentono.

Il danese ha segnato due gol in sei partite tra Coppa e campionato. Non sono pochi, non sono tanti. Comunque un bottino soddisfacente se i numeri raccontano che su 8 tiri in porta Hojlund ne ha piazzati 2 alle spalle del portiere. La percentuale di realizzazione del 25% è, anzi, piuttosto alta.

E qui si annida il problema. Due gol di Hojlund contro Inter e Como, due gol da fuori perché Rasmus soffre di solitudine offensiva. Solo 14 palloni in area in 363'. Uno ogni 26. Come fosse una visione, solo Mendy del Cagliari ne ha visti di meno. E così per il bomber che ha segnato 16 gol nell'ultima stagione la salita diventa ripida.

La sosta servirà per fare rifornimento in attesa di averli, i rifornimenti, magari dal rientrante McTominay, il raccordo offensivo che al Napoli è mancato come il pane. A Hojlund, cinico e incontenibile in Nazionale, anche di più.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 25 settembre 2026 alle 23:32 / Fonte: sportmediaset
Autore: Antonio Vistocco
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